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Valutazione TNPEE nei primi mesi: come si svolge e quando può essere utile

«È ancora troppo piccolo per una valutazione?»«Che cosa succede durante l’incontro?»«Se chiedo un appuntamento, significa che dovrà iniziare una terapia?» Quando si diventa genitori, le domande sullo sviluppo possono essere tante. A volte nascono osservando un movimento o una posizione. Altre volte arrivano dopo un ricovero neonatale, un controllo specialistico o una diagnosi che apre …

Scena illustrativa di un primo incontro TNPEE con una mamma e il suo neonato

«È ancora troppo piccolo per una valutazione?»
«Che cosa succede durante l’incontro?»
«Se chiedo un appuntamento, significa che dovrà iniziare una terapia?»

Quando si diventa genitori, le domande sullo sviluppo possono essere tante. A volte nascono osservando un movimento o una posizione. Altre volte arrivano dopo un ricovero neonatale, un controllo specialistico o una diagnosi che apre un percorso nuovo.

Una valutazione TNPEE è uno spazio per conoscere il bambino, ascoltare la famiglia e comprendere insieme i suoi bisogni. Può aiutare a dare un significato alle osservazioni quotidiane e a orientare gli eventuali passi successivi.

Chi è il TNPEE?

Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, abbreviato in TNPEE, è un professionista sanitario della riabilitazione che si occupa di prevenzione, terapia e riabilitazione nell’età evolutiva, in collaborazione con l’équipe multiprofessionale e le altre discipline dell’area pediatrica.

Nel mio lavoro di terapista pediatrica e neonatale, dedico particolare attenzione ai primi mesi di vita: al movimento spontaneo, alle esperienze sensoriali, alla relazione e alle opportunità che il bambino incontra nella quotidianità.

Quando può essere utile una valutazione nei primi mesi?

Le famiglie possono arrivare con domande molto diverse.

Qualcuno desidera capire come proporre il gioco a terra. Qualcuno ha notato una preferenza del capo o vuole confrontarsi sul controllo della testa e sui primi cambiamenti di posizione.

Altre famiglie arrivano su indicazione del pediatra o dello specialista, oppure all’interno di un percorso già avviato per prematurità, una condizione genetica o neurologica, o eventi avvenuti intorno alla nascita.

Il motivo dell’incontro orienta la valutazione: le domande, gli strumenti e le proposte vengono scelti in base alla storia e alle esigenze del singolo bambino.

Se qualcosa nello sviluppo ti preoccupa, condividilo con il pediatra: le osservazioni dei genitori sono una parte importante del percorso di valutazione.

Il primo incontro comincia dalla vostra storia

Prima di osservare il movimento, c’è spazio per ascoltare.

Parliamo della gravidanza, della nascita, degli eventuali ricoveri e dei controlli già effettuati. Poi entriamo nella quotidianità: come il bambino sta in braccio, quali posizioni preferisce, come gioca e quali momenti sembrano più confortevoli.

Mi interessa conoscere anche ciò che avete già scoperto insieme: cosa lo incuriosisce, come cerca il vostro viso, quali esperienze apprezza e che cosa desiderate comprendere meglio.

Le vostre domande aiutano a dare una direzione all’incontro.

Cosa osservo durante la valutazione?

Illustrazione di una terapista che osserva il gioco di un neonato accanto alla mamma

L’osservazione si adatta all’età, allo stato del bambino e al motivo della richiesta.

Posso osservare:

  • Come si muove spontaneamente nelle diverse posizioni.
  • Come orienta il capo e utilizza braccia e gambe.
  • Come cerca il viso, segue un oggetto e partecipa allo scambio.
  • Come organizza gli appoggi e i tentativi di raggiungere un gioco.
  • Come risponde al contatto, al movimento e alle proposte dell’ambiente.
  • Come esprime interesse, stanchezza o bisogno di una pausa.

Quando indicato, l’osservazione viene integrata con strumenti di valutazione appropriati all’età e alla domanda clinica.

Il significato di ciò che emerge si costruisce mettendo insieme questi elementi, la storia e le informazioni degli altri professionisti coinvolti. La valutazione TNPEE contribuisce a descrivere il funzionamento del bambino; gli eventuali approfondimenti diagnostici medici appartengono al percorso pediatrico e specialistico.

Il genitore partecipa?

Nel mio modo di lavorare, la vostra presenza è parte dell’incontro.

Il bambino può essere osservato anche mentre è in braccio a voi o durante un’interazione familiare. Possiamo guardare insieme una posizione o una proposta di gioco, così che le indicazioni siano comprensibili e utilizzabili a casa.

Non è richiesto che il bambino “dimostri” tutto quello che sa fare. Se ha fame, si stanca o cerca conforto, ci fermiamo. Quando le condizioni non permettono di raccogliere informazioni sufficienti, concordiamo come completare l’osservazione.

Cosa succede dopo la valutazione?

Alla fine condividiamo ciò che è emerso: le competenze osservate, gli aspetti da seguire nel tempo e le indicazioni che possono essere utili nella quotidianità.

In base alla situazione, possiamo concordare:

  • Proposte di gioco e accorgimenti da sperimentare a casa.
  • Un controllo a distanza di tempo.
  • Un percorso terapeutico con obiettivi condivisi.
  • Un confronto con il pediatra o un approfondimento specialistico.

La valutazione non comporta automaticamente l’inizio di una terapia. Quando un intervento è indicato, ne discutiamo obiettivi, modalità e criteri con cui seguirne l’andamento.

Se il bambino è già seguito da un’équipe?

Portare informazioni e referti aiuta a costruire un percorso coerente.

Per i bambini con una condizione neurologica o genetica, o con un rischio evolutivo già individuato, la valutazione si inserisce nel progetto di cura insieme al pediatra, al neuropsichiatra infantile e agli altri professionisti.

Nella paralisi cerebrale infantile, per esempio, le raccomandazioni sottolineano il valore della valutazione multidisciplinare e il ruolo centrale della famiglia nelle decisioni.

L’obiettivo è condividere priorità concrete, tenendo conto delle competenze del bambino e della vita quotidiana della famiglia.

Domande frequenti

È troppo presto per chiedere una valutazione se il bambino ha poche settimane?

Si può richiedere un confronto anche molto presto. Il tipo di incontro e l’eventuale necessità di una valutazione specifica dipendono dalla domanda e dalla storia del bambino. Se emerge un dubbio clinico, è importante coinvolgere il pediatra.

Serve già una diagnosi?

Non è necessario avere una diagnosi per chiedere informazioni o condividere una domanda sullo sviluppo. Se occorrono approfondimenti medici o un percorso riabilitativo, verranno chiariti i passaggi appropriati in raccordo con il pediatra o lo specialista.

Cosa devo portare al primo incontro?

Porta i referti pertinenti, le eventuali indicazioni degli specialisti e la documentazione del follow-up, se presente. Puoi annotare le tue domande. Brevi video di situazioni spontanee possono essere utili: li guarderemo insieme durante l’incontro, senza dover far ripetere al bambino un movimento.

Cosa succede se piange, ha fame o si addormenta?

Facciamo una pausa e rispettiamo il suo bisogno. Se necessario, l’osservazione viene completata in un altro momento. Non devi modificare le poppate o tenerlo sveglio per farlo arrivare “pronto”.

La valutazione sostituisce la visita del pediatra o del neuropsichiatra infantile?

No. Offre un contributo specifico sul funzionamento e sullo sviluppo del bambino e si integra con le valutazioni mediche. Se emergono elementi che richiedono un approfondimento, ne parliamo e individuiamo il professionista di riferimento.

Dopo la valutazione dovremo necessariamente iniziare una terapia?

No. Potrebbero essere sufficienti indicazioni o un monitoraggio. Se un percorso è indicato, ti spiegherò su quali osservazioni si basa la proposta e quali obiettivi possiamo condividere.

Un primo incontro per orientarvi

Puoi arrivare con una domanda precisa, con dei referti o semplicemente con il desiderio di capire meglio ciò che osservi.

Presso inteGraMente, a Roma, il primo passo è ascoltare la vostra storia e conoscere il vostro bambino.

Dott.ssa Martina Felicioni
Terapista pediatrica e neonatale – TNPEE

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