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Il mio bambino non gattona: conoscere i diversi modi di esplorare e muoversi

Sul tappetino c’è un gioco che gli piace. Il tuo bambino lo guarda, allunga una mano, si gira, magari rotola oppure prova a spingersi all’indietro. Ma di mettersi a quattro zampe, per ora, non sembra avere intenzione. Intanto, intorno a te, qualcuno chiede: «Gattona già?». E una domanda che prima non ti ponevi comincia a …

Bambino sveglio a pancia in giù che raggiunge un gioco sul tappetino, con la mamma accanto.

Sul tappetino c’è un gioco che gli piace. Il tuo bambino lo guarda, allunga una mano, si gira, magari rotola oppure prova a spingersi all’indietro. Ma di mettersi a quattro zampe, per ora, non sembra avere intenzione.

Intanto, intorno a te, qualcuno chiede: «Gattona già?». E una domanda che prima non ti ponevi comincia a farsi spazio.

Il fatto che un bambino non gattoni sulle mani e sulle ginocchia non significa, da solo, che ci sia un problema. Alcuni bambini utilizzano altri modi per spostarsi e alcuni passano alle esperienze in piedi senza attraversare una fase di gattonamento classico. Per comprenderne lo sviluppo è utile guardare l’insieme delle competenze che stanno costruendo.

Esiste un solo modo di gattonare?

Illustrazione di bambini che esplorano rotolando, sulla pancia, da seduti e sulle mani e ginocchia.

Quando pensiamo al gattonamento immaginiamo spesso un bambino che avanza alternando mani e ginocchia.

Nella quotidianità, però, possiamo incontrare percorsi diversi: bambini che strisciano sulla pancia, si spostano rotolando, procedono inizialmente all’indietro oppure si muovono da seduti.

Queste modalità raccontano i tentativi del bambino di raggiungere qualcosa e conoscere lo spazio. Non devono essere considerate automaticamente errori da correggere.

La domanda utile diventa quindi: «Come sta imparando a muoversi e a esplorare?»

Guardare quello che il bambino sa già fare

Osservare lo sviluppo può partire dalle piccole conquiste quotidiane.

Un gioco che ieri sembrava lontano oggi viene raggiunto con una rotazione. Una mano comincia a sostenere il corpo mentre l’altra cerca un oggetto. Il bambino prova a cambiare posizione, si ferma, guarda e riparte.

Puoi osservare con curiosità:

  • Come cerca di raggiungere ciò che gli interessa.
  • Quali posizioni sceglie per giocare.
  • Come utilizza le braccia e le gambe.
  • Quali nuovi tentativi compaiono nel tempo.

Sono spunti da condividere durante i controlli, senza trasformarli in una lista di prove da superare. Anche l’American Academy of Pediatrics invita a considerare le possibilità di esplorazione e l’utilizzo dei due lati del corpo, invece di concentrarsi soltanto sulla presenza del gattonamento classico.

Le tappe aiutano a orientarsi, senza diventare una gara

Lo sviluppo motorio presenta una variabilità nei tempi e nelle modalità. Il percorso di un altro bambino, anche della stessa età, non è una misura precisa di quello del tuo.

Questo non rende inutili le tappe: sono riferimenti che il pediatra e i professionisti interpretano insieme alla storia e alle competenze del bambino. Un singolo movimento, presente o assente, non descrive tutto il percorso.

Puoi quindi lasciare spazio alla scoperta senza sentire di dover “allenare” tuo figlio per raggiungere gli altri.

Come accompagnare le sue esplorazioni?

Il gioco quotidiano offre molte occasioni di movimento, anche prima del gattonamento.

Puoi preparare uno spazio sicuro a terra, su una superficie stabile, e metterti vicino al bambino. Offrigli pochi oggetti adatti alla sua età, facili da vedere e raggiungere, lasciandogli il tempo di provare.

Puoi invitarlo a cercare un gioco davanti a sé o leggermente di lato, mantenendolo abbastanza vicino perché l’esperienza rimanga interessante. Alterna le proposte e fai una pausa quando mostra stanchezza o disagio.

Durante la veglia e sotto supervisione, le esperienze a pancia in giù, gli allungamenti verso un oggetto e il gioco libero a terra sono opportunità per utilizzare il corpo in modi diversi. Il loro valore non dipende dal fatto che conducano subito al gattonamento.

Il gioco può restare un momento piacevole da condividere, senza un risultato da ottenere a ogni tentativo.

Quando può essere utile un confronto?

Puoi parlarne con il pediatra anche semplicemente perché desideri capire meglio ciò che osservi.

Un confronto è particolarmente utile se il bambino usa in modo persistente un lato molto meno dell’altro, sembra fare fatica a muovere braccia o gambe oppure se alle tue osservazioni sul movimento si aggiungono dubbi su altre aree dello sviluppo. Questi elementi vanno valutati nel loro contesto e non permettono, da soli, di formulare una diagnosi.

Se perde una competenza che aveva già acquisito, segnalalo prontamente al pediatra.

Non gattonare a quattro zampe è diverso dal non trovare ancora alcun modo per spostarsi ed esplorare. Anche questa distinzione va letta considerando l’età e il percorso complessivo del bambino.

Come posso accompagnarvi come TNPEE?

Nel mio lavoro di terapista pediatrica e neonatale TNPEE, parto dalla vostra storia e dalle competenze del bambino.

Osservo il movimento spontaneo, il gioco, le posizioni che sceglie e i tentativi che mette in atto per raggiungere ciò che gli interessa.

L’incontro serve a comprendere il suo modo di organizzarsi e a condividere proposte adatte alla vostra quotidianità. In base a ciò che emerge, possiamo concordare indicazioni, un monitoraggio o un percorso, in raccordo con il pediatra e gli altri professionisti coinvolti.

Domande frequenti

Tutti i bambini devono gattonare prima di camminare?

No. Alcuni utilizzano modalità alternative di spostamento e alcuni passano alle esperienze in piedi senza gattonare sulle mani e sulle ginocchia. L’assenza di questa modalità, da sola, non indica un disturbo.

Se striscia invece di gattonare, sta sbagliando?

No: strisciare è uno dei modi con cui un bambino può raggiungere ciò che gli interessa. È utile osservare come utilizza il corpo e come proseguono le sue esplorazioni, senza correggerlo automaticamente.

Il mio bambino si sposta da seduto: devo impedirglielo?

Lo spostamento da seduto può rientrare nella variabilità dello sviluppo e non va considerato di per sé un comportamento sbagliato. Puoi continuare a offrirgli occasioni di gioco in posizioni diverse e parlarne con il pediatra se hai dubbi.

Servono esercizi per insegnargli a gattonare?

Il solo fatto che non gattoni non comporta automaticamente la necessità di esercizi o terapia. Per accompagnarlo puoi partire dal gioco e dalle opportunità di movimento; eventuali proposte specifiche richiedono una valutazione individuale.

Se salta il gattonamento avrà problemi di lettura o apprendimento?

Non ci sono prove scientifiche che il mancato gattonamento, da solo, causi successivi disturbi di lettura. Non è quindi corretto prevedere problemi scolastici sulla base di questa singola esperienza motoria.

Posso chiedere una valutazione anche solo per ricevere indicazioni?

Sì. Puoi chiedere un incontro per comprendere meglio il movimento del tuo bambino e ricevere proposte di gioco adatte a lui. L’eventuale necessità di un percorso si decide dopo la valutazione.

Uno spazio per conoscere il suo modo di muoversi

Se desideri condividere un dubbio o capire come accompagnare le esplorazioni del tuo bambino, puoi contattarmi presso inteGraMente, a Roma.

Partiremo da ciò che sa già fare e dalle domande che portate con voi.

Dott.ssa Martina Felicioni
Terapista pediatrica e neonatale – TNPEE

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