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Disturbo Oppositivo Provocatorio e Iperattività: cosa c’è davvero dietro i comportamenti “difficili”

Quando il Corpo “corre” prima del pensiero: non è scelta, è fisiologia! Quando parliamo di Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) e di iperattività, spesso l’attenzione si concentra solo sui comportamenti: sfide continue, esplosioni di rabbia, impulsività, difficoltà a rispettare le regole. Chiaramente queste situazioni rendono molto difficile e pesante, a livello emotivo, la gestione e l’esperienza …

Quando il Corpo “corre” prima del pensiero: non è scelta, è fisiologia!


Quando parliamo di Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) e di iperattività, spesso l’attenzione si concentra solo sui comportamenti: sfide continue, esplosioni di rabbia, impulsività, difficoltà a rispettare le regole. Chiaramente queste situazioni rendono molto difficile e pesante, a livello emotivo, la gestione e l’esperienza interna di genitori, insegnanti e delle persone che stanno vicino a loro.
Ma dietro questi comportamenti “di sfida” ci sono emozioni molto più profonde che meritano di essere comprese.
In realtà questi bambini provano:
Rabbia e Tristezza perché spesso non è facile che vengano capiti, “visti”, compresi nella loro iperattività, quindi poi sperimentano un senso di Frustrazione quando non riescono a esprimere ciò che sentono o a rispettare richieste che per loro sono troppo complesse. A queste si associa la Paura di sbagliare soprattutto quando hanno sperimentato spesso rimproveri o fallimenti a causa della loro Difficoltà nella regolazione emotiva: il loro “freno interno” funziona diversamente: la rabbia arriva più forte e più veloce.
Di conseguenza, la provocazione diventa un linguaggio alternativo per dire: “Aiutami a gestire quello che provo”.

Perché questi comportamenti emergono?


Emergono a causa di:

-Un sistema attentivo e di autocontrollo ancora immaturo

-Una difficoltà nella pianificazione e nell’inibizione

-Una sensibilità emotiva elevata

-Interazioni quotidiane basate su richiami continui (che rinforzano il ciclo oppositivo)


Comprendere questi meccanismi cambia il modo di vedere il bambino: dal “fa apposta” al “non riesce ancora”.


Un bambino oppositivo o iperattivo non è contro il genitore: sta lottando con emozioni che non sa ancora regolare.

-La prima strategia da usare, la più importante, è LA VALIDAZIONE EMOTIVA, ovvero il riconoscimento e l’accettazione del proprio (genitore/insegnante) stato emotivo che si sta provando in quel momento e il riconoscimento dello stato emotivo del bambino. Es. Si sta rifiutando di spegnere la tv e inizia a lanciare oggetti. Io genitore provo a riconoscere che probabilmente sto sentendo rabbia, frustrazione per il fatto che non mi sta ascoltando, a volte paura che si faccia male. Poi provo a capire che forse anche il bambino si sta sentendo arrabbiato perché un elemento esterno sta interrompendo qualcosa che lo faceva probabilmente sentire calmo e felice. Potrei quindi dire “ Capisco che ti stava piacendo quel cartone e che quindi ora ti senti arrabbiato. Non
puoi lanciare gli oggetti. “Ti aiuto a calmarti”.

-Altra strategia, da applicare insieme o prima della validazione emotiva è L’ ANTICIPAZIONE DEL LIMITE : molti comportamenti problematici si evitano preparando prima il bambino. Es. “Tra 5 minuti si spegne la TV. Ti avviso ancora una volta quando manca 1 minuto”.

REGOLE, POCHE E COERENTI: meglio 3 o 4 regole fondamentali, SEMPRE uguali e comprensibili. La coerenza riduce la lotta di potere. Es. Ci si rispetta, Ci si diverte, Ci si ascolta, Ci si può arrabbiare senza lanciare oggetti. Si può fare un cartellone da appendere in casa/scuola con queste 3-4 regole.
NO: Dire “Basta tv dopo cena!!” e poi cedere perché il bambino fa i capricci
SI: Dire “La tv si spegne sempre dopo cena. L’accenderemo di nuovo domani, come sempre!”

Lavorare sulla relazione, sulla prevedibilità e sulla comunicazione efficace può trasformare il clima familiare e ridurre i conflitti.
Durante gli incontri psicoeducativi e formativi ci sarà occasione per approfondire queste ed altre strategie importanti per vivere un ambiente più sereno e gestibile.


Dottoressa Cecilia Silla
Psicologa clinica

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